06/10/2006

Senza vincolo di mandato

L'articolo 67 della Costituzione Italiana dice:

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Questo significa che nessuno può contestare una decisione presa dal Parlamento. Nessuno può perseguire legalmente un parlamentare o un partito che disattendano il proprio programma elettorale.

E' ovvio che in certi casi sarebbe difficile capire quando una decisione o una non-decisione rispettino o meno il programma; ma il punto è un altro.

 

Bisogna chiedersi: perché esiste un tale articolo? Se l'intento fosse stato quello di lasciare ad ogni singolo elettore il compito di decidere in merito al rispetto delle promesse fatte dai politici, non sarebbe stato meglio non scriverlo affatto?

Invece, con una scrittura di quel tipo, sembra che la Costituzione legittimi qualsiasi cambiamento rispetto al proprio programma e quindi, al limite, anche rispetto alle proprie ideologie.

Sembra voler dire che, una volta eletti, i parlamentari rimangano per cinque anni in una sorta di paradiso dove possono prendere qualunque tipo di decisione, a dispetto delle aspettative per cui sono stati votati.

 

Tale articolo è inoltre la giustificazione al fatto che ai parlamentari non possa essere revocato il mandato. Se, infatti, sono liberi di prendere qualunque decisione, chi mai potrebbe pretendere di licenziarli?

Se invece ci fosse un modo per revocare il nostro voto al parlamentare o al partito scelto, sicuramente i politici eletti starebbero più attenti a ciò che promettono. Inoltre investirebbero più risorse nella comunicazione delle proprie scelte al cittadino.

 

Sono idee a cui bisogna lavorare; ma la volontà è chiara: concludere l'era dei parlamentari-monarchi.

E' per questo che l'8 ottobre, alle 17:00, davanti al Colosseo [a Roma], ci sarà una fiaccolata organizzata da cittadini comuni, a cui sono invitati tutti gli interessati all'argomento.

Un modo per incontrarsi e pensare a come migliorare dal basso la struttura legislativa italiana.

 

Tachis

 

Vedi:

- I nostri dipendenti [Beppegrillo.it] 

Commenti

Già oggi, con l'attuale normativa sulla rappresentanza, la politica prende tutte le decisioni sondaggi alla mano. Con il vincolo di mandato, o la possibilità di "ritirare" il proprio voto (come ciò potrebbe essere praticabile è un mistero), otterremmo una sola cosa: l'immobilismo. Qualsiasi decisione scontenta SEMPRE una o più categorie di cittadini. Nel Paese delle lobby la politica subirebbe ancor di più il ricatto delle singole corporazioni, il più pesante numericamente l'avrebbe sempre vinta. Le decisioni scomode, già oggi sistematicamente evitate, diverrebbero assolutamente impraticabili. Quella norma fu inserita nel dettato costituzionale proprio per tentare di preservare l'indipendenza del Parlamento, così come si scelsero alte retribuzioni per ridurre il potere economico degli interlocutori della politica (non che ciò abbia funzionato, ma tant'è, le intenzioni erano buone).
In un sistema politico coerente (quale il nostro non è) e davvero aperto a chiunque voglia cimentarvisi (altra illusione in Italia) chi non rispetta il volere degli elettori perde semplicemente le elezioni successive.

Scritto da: Maurizio | 09/02/2007

Dici che se ci fosse più democrazia, le decisioni scomode sarebbero evitate perché le corporazioni le impedirebbero? Ma non è quello che invece succede oggi, dove le corporazioni riescono a bucare il muro della politica mentre i normali cittadini non ne hanno la possibilità?!
Dici che gli stipendi alti sono stati dati per non far corrompere i politici. Ma non credi che ai politici dovremmo richiedere di essere incorruttibili per motivi etici più che di convenienza economica?
Non so come permettere ai cittadini di ritirare il proprio voto; ma credo che la tecnologia potrà aiutarci in futuro a modificare la democrazia in senso più partecipativo.

Scritto da: Tachis | 23/02/2007

il mio commento come ho fatto sul blog.di beppe è il seguente ,ma sono sicura che come ho visto sia sul blog che come esperienza,di una cultura italiana .che si parla ,vedo che scrivono solo lamentele,ma quando ho toccato un tasto che per me sarebbe un passo da fare se si vuole fare qualcosa ,senza violenza fisica ,toccarli semplicemente ,nei loro punti forti i soldi uguale potere,togliere i soldi chi li ha dalle banche ,fare come i nostri antenati sotto il mattone ,e non darli alle banche .banche finanziarie,supermercati,mafia uguale stato.la gente riprenderebbe il potere con i propri beni un mio modesto parere.io non ho soldi ma se li avessi non li metterei mai in banca .aggiungo che l"italiano quello che si lamenta di più e proprio quello che ha dei beni ,chi non li ha è quello che fà di più e non lamentandosi sempre.gemma-esmeralda.

Scritto da: gemma | 29/03/2008

w i tokio hotel fur immer xd

Scritto da: xxx | 13/04/2008

Salve da Roma.
Penso che il vincolo di mandato effettivamente sia una lama a doppio taglio. Nel dubbio è meglio scegliere il male minore. ciò che importa è eleggere la persona giusta. Cosa non facile...ma anziché attivare un vincolo di mandato è molto semplice un'altra soluzione: con l'assenza dall'aula superiore a x giorni il parlamentare decade automaticamente dal suo incarico. Esattamente come gli statali assenteisti. Si dirà che un vincolo burocratico non può essere superiore alla decisione sovrana e democratica di un voto espresso...è vero. Ma dall'altro lato proprio il voto espresso istituisce una rappresentanza piena di responsabilità. Se questa responsabilità viene a mancare (perché non esserci proprio nei momenti per cui si è stati eletti toglie qualsiasi fiducia) allora avanti il prossimo e divieto di rielezione per almeno altre tre legislature.

Scritto da: Alessandro | 07/01/2009

Ciao Tachis,

penso che siano altre le cose per cui bisogna scendere in piazza. Invece che prendersela con l'art. 67 della Costituzione Italiana, che ha fatto il suo dovere ed ha funzionato per 60 anni, prendiamocela con cazzate come il Lodo Alfano, le incitazioni al razzismo di Giancarlo Gentilini, il caso delle bustarelle all'Avv. Mills, i rom e i sinti che vivono in condizioni pietose e aspettano da anni un posto dove vivere (che abbiamo il dovere, in quanto sono cittadini e lavoratori come noi, di procurare loro un tetto e l'acqua potabile), i tagli all'istruzione e il maestro unico della riforma Gelmini, c'è il riscaldamento globale e tutti montiamo condizionatori a gas refrigerante invece che climatizzatori ad acqua e cercare di convertire il calore recuperato in energia elettrica. Io sono fiero di essere italiano, ma a noi italiani, lo dobbiamo ammettere, piace farci mettere i piedi in testa dagli altri e non voler affrontare i problemi. Preferiamo raccontarci la storia dei politici corrotti e fannulloni invece che ammettere che siamo noi cittadini che vogliamo che le cose restino così... Ognuno dorme nel letto che si è costruito...

Luca

Scritto da: Luca | 16/03/2009

@Luca
Mi pare anche giusto che ognuno dorma nel letto che si è faticosamente costruito e guadagnato in una vita di sacrifici. Ciò che ci rende "diversi" da altri popoli è l'attitudine alla responsabilità. Il problema sollevato da Tachis non è di scarso rilievo. Se da un lato è vero che svincolare il politico dalla responsabilità diretta lo tiene al riparo da tentativi di corruzione (siamo sicuri?) e da influenze lobbistiche, dall'altro lato è pur vero che questo privilegio viene non di rado abusato da chi ne gode.
Per quale motivo un comune cittadino che abbia pendenze con la giustizia non può ambire ad un posto da vigile urbano, mentre un indagato per concorso esterno in associazione mafiosa può sedere in Parlamento?
Non possiamo permetterci semplicemente di scegliere il male minore, almeno non in questo momento storico.
Possiamo però pensare a forme di controllo (anche indiretto) dell'operato di parlamentari, amministratori e politici in genere. Mi sembrano interessanti le proposte di Alessandro (nr. di assenze e divieto di rielezione), mentre non concordo con quanto detto da Maurizio circa l'immobilismo decisionale. In un sistema come il nostro probabilmente si potrebbe abolire il "divieto di mandato" per un paio di ragioni: innanzitutto, partendo dal vertice, i ministri prestano giuramento sulla Costituzione "nelle mani del Presidente della Repubblica". Ammettendo un vincolo di mandato (magari ex artt. 1710 e ss. Cod. Civ.) e proponendo a livello UE un regolamento riguardante l'esclusione dal privilegio dell'immunità in caso di palesi violazioni della legge o in caso di evidenti "storture" come il lodo Alfano, potremmo dare finalmente un senso a quella che viene comunemente chiamata responsabilità politica. Bisogna fare in modo che chi vuole assumersi la responsabilità di amministrare la "cosa pubblica" o di prendere decisioni politiche per il "bene della collettività" sia REALMENTE responsabile; comunque soggetto ai limiti (non solo ideali) dell'art. 3 Cost. e della responsabilità civile e penale per il proprio operato.
E' qui che bisogna intervenire.
Non dobbiamo dimenticarci le cattive abitudini tutte italiane. Concedere privilegi per evitare influenze esterne purtoppo non evita automaticamente l'abuso di tali privilegi proprio da parte di chi ne gode: semplicemente perchè all'Italiano non piace passare per fesso e poi perchè "tiene famiglia".
In altre nazioni, nei secoli, si è maturata una sorta di consapevolezza di ciò che si può fare con il proprio potere e ciò che invece non si può fare, anche quando la legge non vieta direttamente certi comportamenti, oppure quando si "tiene famiglia". Eppure lì le cose funzionano, mentre qui da noi no.
In Italia ciascuno ritiene di non avere limiti se la legge non ne impone: perciò tutti pronti ad "abbuffarsi" ogni volta che si può.
Dobbiamo cambiare questa mentalità.
Come?
L'Unione Europea non ha quale unico fine il cosiddetto mercato comune, ma anche la creazione di uno "spazio giuridico uniforme". Perciò:
1) imporre dall'alto (UE) e con norma direttamente applicabile la "responsabilità" anche laddove si ritiene che possa causare ingerenze eterodirette.
2) controlli più stringenti sui vincoli di spesa ai finanziamenti comunitari
3) sanzioni dirette e concrete (e non semplici compromessi o punizioni "simboliche") per i comportamenti scorretti delle lobby; introduzione immediata della "class action"
4) allargare gradualmente le ipotesi di procedura per infrazione (previste a livello di politiche comunitarie) alla responsabilità politica, in quanto idonea a "falsare le regole del gioco" e a causare squilibri e scompensi giuridici, amministrativi ed economici in ambito regionale, nazionale e comunitario.
Forse per realizzare quanto detto si dovrebbe partire dalla Costituzione Europea (e qui siamo ancora sul piano dell'utopia), ma su un punto do ragione a Luca: siamo sempre in attesa che qualcun altro faccia qualcosa per noi. E' ora di cambiare e ne abbiamo l'occasione a giugno con le europee.
Intanto, però, scegliamo nel nostro piccolo di "non approfittare" più dei vuoti normativi lasciati al comune buon senso, perchè il buon senso oggi è merce rara.
Ovviamente non permettiamo che altri ne approfittino al nostro posto. Smettiamola di "indignarci" e basta; se è previsto dalla legge che agire nei confronti di chi commette illeciti amministrativi, civili o penali è permesso a "chiunque ne abbia interesse" (con le opportune precisazioni) dobbiamo scrollarci di dosso gli atteggiamenti omertosi e cominciare a denunciare; dobbiamo iniziare a riportare le "regole del gioco" a vantaggio della collettività se vogliamo sottrarle al vantaggio dei (soliti) pochi.
Riappropriamoci degli spazi decisionali: pensiamo che solo il PdL o il PD possano candidare ex calciatori, vallette, cantanti e attori (anzichè persone realmente informate e competenti)?
E poi, perchè non gente comune?
Perchè non torniamo a "interessarci" tutti della cosa pubblica e a discuterne a livelli sociali più ampi?
Bene ha fatto Beppe Grillo a promuovere le liste civiche.
Ecco come s'inizia a cambiare le cose.

Chiedo scusa per la prolissità.
Vito

Scritto da: Vito | 21/03/2009

Penso che vada tolto il vincolo di mandato; se un eletto fa male, vada cacciato.
Prima dell'elezioni il candidato dia un programma minimo e lo firmi, si impegni: se non fa, vada cacciato!!

Scritto da: Mariano | 27/10/2012

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